LC

Luoghi Comuni

venerdì 23 aprile 2004 - La Guerra

Non sono mai stato d'accordo riguardo a questa guerra in Iraq, da quando Powell aveva fatto la sua bella presentazione di Powerpoint davanti all'Onu, che rimane tuttavia una delle più belle presentazioni di Powerpoint della storia (di Microsoft).
La guerra non è ancora finita e purtroppo ha fomentato in tutti i paesi musulmani nuovo odio contro l'Occidente e gli alleati degli Stati Uniti, come purtroppo ha sperimentato la Spagna lo scorso 11 Marzo.

Ma non è di questo che voglio parlare. Quello che a me colpisce di tutta la faccenda è il fatto che l'intelligence di un paese come gli Stati Uniti non abbia avuto la capacità di valutare correttamente l'intero intervento in Iraq, soprattutto non abbia saputo mettere in conto la possibilità che una volta caduto il regime di Saddam Hussein la popolazione potesse rivoltarsi contro il suo liberatore.

Com'è possibile che nemmeno uno dei superesperti strateghi della Casa Bianca non abbia pensato al dopo Saddam Hussein in modo realistico?

Gli Usa avrebbero dovuto lasciare spazio all'Onu e magari ad una coalizione di paesi arabi, ma purtroppo troppi sono stati gli interessi su cui mettere le mani prima di tutti i possibili competitori, la ricostruzione, il petrolio, fattori che certamente non sono sfuggiti alla maggioranza degli iracheni, che sono passati dall'euforia della liberazione allo sconforto e alla ribellione.

Autore:
Messaggio:

29/05/2004 13:56


Gigiuletto
Carissimo ed eminentissimo Pulpone...il tuo sito si chiama "luoghi comuni" così come è un luogo comune che questa guerra fosse ingiusta o, quanto meno, ingiustificata. Certo le armi di distruzione di massa rimangono un sogno ad occhi aperti, ma non si può negare che la caduta del regime di Saddam sia stato un fatto assolutamente positivo. Del resto anche Clinton, quando i giornali parlavano con ricchezza di particolari delle fellatio della sua stagista preferita, non ha trovato nulla di meglio che bombardare l'Iraq prima, e di invadere il Kosovo poi. perchè sono andato a disturbare la remota memoria nel Kosovo nel '99? perchè il Kosovo e i suoi abitanti sono tuttora oggetto di violenze da parte delle minoranze musulmane e albanesi. I giornali non ne parlano, ma la realtà è che i kosovari stanno sfollando poco a poco. Lì vige la più totale impunità e anarchia, stupri saccheggi e omicidi sono all'ordine del giorno. Ma la cosa veramente divertente è che non gliene frega niente a nessuno! si è fatta la guerra la si è "vinta" (per quello che possa voler dire vincere una guerra del genere), e poi ce ne siamo fregati tutti! In Iraq il problema è opposto: il macello nasce dal fatto che una volta "vinta" la guerra e abbattuto il tiranno l'occidente non se n'è andato a farsi i cazzi suoi, ma è rimasto con l'intenzione di pacificare le cose e creare terreno buono per un nuovo regime democratico. Intenzione del tutto disattesa...siamo d'accordo! Ma almeno ci si prova. Qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa dovrebbe fare questo fantomatico ONU che tutti invocano come unico pacificatore possibile. Intanto l'ONU che fine ha fatto? dopo aver vinto il Nobel l'elegante e raffinato principe ghanese Kofi Annan non ha ancora alzato la voce una volta facendo perdere autorevolezza all'istituzione. Autorevolezza già pesantemente minata dallo stesso lassismo dei tempi del Kosovo. L'ONU cosa dovrebbe o potrebbe fare? L'ONU non è dio, e verrà percepito come un invasore esattamente come gli USA (nella ex-Jugoslavia le truppe dei caschi blu venivano percepite dalla popolazione come truppe occupanti). Abbandonare l'Iraq come ha fatto la Spagna è un comportamento vigliacco e irresponsabile. E, diciamolo pure, disonorevole! Nessuno sembra rammentare che nel '38 a Monaco con la scusa di preservare la pace ed evitare spargimenti di sangue si è dato il via libera all'invasione dell'Europa orientale da parte della Germania nazista, ovvero alla seconda guerra mondiale. Il mio dubbio è se sia possibile la nascita di una governo democratico in Iraq....francamente non credo proprio, credo invece che le varie fazioni locali continueranno a combattersi finchè una di esse prenderà il potere e magari saremo qui a rimpiangere Saddam! PS: Pulpone dei mie stivali ti faccio presente che a ribellarsi in Iraq non è la popolazione ma delle fazioni integraliste islamiche. PS2: bello il tuo commento sulla presentazione in PowerPoint, ma vorrei farti considerare un aspetto: Microsoft è forse il più importante contribuente degli USA, un minimo di visibilità il governo la doveva a Gates!

30/05/2004 02:51


Pulpone
Carissimo Gigiuletto, secondo me il problema principale è che gli Stati Uniti sono andati in Iraq non solo per liberare il popolo irakeno, non solo per difendersi dal terrorismo internazionale, ma bensì per mettere le mani sul petrolio locale, come probabilmente i finanziatori di Bush, i suoi colleghi petrolieri, gli avevano consigliato di fare (Il piano di invasione credo che ce l'abbiano avuto nel cassetto da dieci anni). Questo si, è proprio un luogo comune. Il petrolio non è una risorsa strategica, il petrolio è la risorsa strategica. Come quantità di petrolio ancora disponibile l'Iraq viene subito dopo l'Arabia Saudita, non bisogna scordarserlo. Probabilmente avere sotto controllo il petrolio non è soltato un interesse americano, probabilmente è anche un nostro interesse, un interesse strategico poichè il petrolio fa girare tutta la nostra economia, la nostra energia, la nostra civiltà avanzata. In ogni caso, anche se gli americani fossero intervenuti in Iraq in assoluta buona fede, hanno commesso troppi gravi errori, hanno mostrato incapacità e mancanza di strategia e diplomazia proprio quando ce ne era più bisogno, cosa che invece gli italiani, forse meno bravi a distruggere, sono riusciti e continuano a fare, nonostante l'attentato di Nassyria. L'errore più grave compiuto è stato sicuramente quello di aver smantellato la struttura del paese, certamente, una crudele dittatura, ma l'unica ossatura di un paese che invece ora è allo sfascio. La cosa più preoccupante è il fatto che la guerra ha acutizzato e radicalizzato ancora di più l'odio dell'Islan contro l'occidente, anche nelle persone più moderate, (anche per mancanza, in molti paesi arabi di una seria pluralità di informazione, per non parlare dei paesi dove agisce la censura) Lo stesso accade in occidente, dove anche chi è moderato pensa ormai all'Islam come un nemico della civiltà occidentale e dei suoi diritti. La radicalizzazione è il pericolo più grave che incombe sui prossimi anni, bisogna evitare in tutti i modi che si venga a creare una contrapposizione di civiltà, una contrapposizione ancestrale e tribale che può essere solo causa di morte e distruzione per tutti (ed è in fondo lo scopo che intendono raggiungere gli estremisti islamci, ovvero creare un muro tra le società cristiane e quelle musulmane). Riguardo invece al discorso Clinton, ed in generale alle politiche dei governi "progressisti" durante il 1999, ti scriverò un'altra volta, anche perchè si tratta di questioni molto diverse, in particolar modo perchè sono avvenute prima del drammatico 9-11.

30/05/2004 10:31


Jean Mc Wall
Pulpone, dimentichi gli interessi militari, l'attacco all'Iraq, non è servito solo per avere il controllo del petrolio iracheno, che ricordo è uno dei territori mondiali che ne ha di più, ma anche per arricchire l'industria bellica, non per niente la moglie del vice-presidente è propretaria e presidente della società che produce i missili Cruse(i famosi inteligenti)che sono stati quelli più sparati....

30/05/2004 11:39


Gigiuleto
Rieccoci su "luoghi comuni".....la guerra in Iraq è venuta maluccio, ma è una tradizione Americana quella di partire come liberatori del mondo e poi ti impantanarsi come già era accaduto in Vietnam. La contrapposizione tra Islam e Occidente (non certo tra Oriente e Occidente o tra Islam e Cristianesimo) è un problema vecchio come l'Islam stesso: a pochi decenni dalla predicazione di Maometto le truppe di Allah avevano conquistato tutto il Nord-Africa ed erano arrivate in Spagna, ma non erano riuscite a varvcare i Pirenei. Ti ricordo la battaglie di Poitiers (del 732 Dc, meno di un secolo quindi dalla predicazione del Profeta)come evento cruciale della contrapposizione suddetta. Quello iniziata da Bush è un capitolo della stessa storia che si ripete da secoli e non accenna a concludersi....forse ha ragione il detto ebraico: niente di nuovo sotto il sole! La mia citazione Di Clinton non era finalizzata a criticare i governi progressisti (o presunti tali) ma a mostrare che le guerre del cazzo e alla cazzo sono una costante della storia recente degli USA Per quanto riguarda il petrolio sono d'accordo con te: il petrolio serve all'occidente e gli USA cercano di eliminare il governi anti-USA dell'OPEC, si aggiungono poi gli interessi personali del presidente Bush. Una puntualizzazione a Jean Mc Wall che saluto e a cui stringo la mano. Il problema delle armi è destinato a non scomparire, un po' perchè nessun goverso americano può permettersi di bloccare la produzione di armi, perderebbe un sacco di consensi (ebbene si: gli americani sono un paese di guerrafondai) e poi ammettendo che Kerry vinca le presidenziali di novembre nn dobbiamo dimenticare che la sua campagna elettorale sarà finanziata pesantemente dalle lobby degli armaioli.

15/10/2004 12:04



NASSYRIA