sabato 26 giugno 2004 - Ignoranza, miseria e virtù
{Filosofia.. per modo di dire..}
L'Ignoranza secondo è un principio essenziale della vita e della storia umana. La mancanza di conoscenza (questa è la più semplice definizione che ne posso dare) – è il motore per il quale l'uomo ha iniziato il suo cammino, quel principio per il quale niente è dato e tutto è da ricercare e studiare.
Lo stesso principio è allo stesso tempo causa di errore, quindi anche di catastrofi, di arretramento e barbarie.
Ma in generale è appunto la situazione di ignoranza nella quale ogni uomo si trova che gli permette di agire, la non conoscenza delle conseguenze ultime delle proprie azioni ci da la possibilità di avere un margine di movimento;
qualora sapessimo esattamente (nei dettagli) tutte le possibili conseguenze delle nostre azioni certamente la mattina non ci muoveremmo neppure dal letto.
E' possibile quindi vedere la storia passata e recente, se non la stessa cronaca, alla luce degli eventi derivati dall'ignoranza, sia nel suo aspetto propositivo, sia nel suo aspetto limitante:
quante sono state le scelte sbagliate dovute ad una mancanza di informazione adeguata? Ma al contrario, quante soluzioni invece sono derivate da una completa ignoranza nei confronti di un determinato problema?
Senza eludere il problema di un “male radicale” che esiste nell'uomo, tante situazioni drammatiche nelle quali si trova l'umanità, in ogni epoca, potrebbero trovare una spiegazione più logica, l'ignoranza.
Ogni uomo si ritiene libero in quanto può scegliere. Quando si riducono le possibilità di scelta si riduce anche la sua libertà. Solo la conoscenza può dare all'uomo nuove possibilità di azione e quindi nuova libertà, l'ignoranza invece, quando non è principio di conoscenza ma gabbia delle idee finisce quindi per essere anche tomba della libertà umana, riducendo lo spazio delle soluzioni e quindi delle scelte possibili.
La mancanza di conoscenza porta gli esseri umani a fare azioni senza aver coscienza di quello che stanno facendo, dei motivi per i quali agiscono.
Non sempre si tratta di azioni sbadate o malvage, spesso è il contrario, l'ignoranza porta ad agire eroicamente, o più esattamente “temerariamente”.
Guerre e terrorismo probabilmente sono la risposta sbagliata a una concezione sbagliata del mondo, derivata certamente, oltre che ad evidenti motivi di carattere politico ed economico, da una assenza di conoscenza, un'assenza di conoscenza tale che non permette il dialogo tra i popoli e non permette neanche di ipotizzare un sogno comune.
Un'ignoranza tale che arriva a decretare a priori la “non umanità” dell'altro.
Ciò che determina la natura dell'ignoranza resta senz'altro la volontà, la scelta personale determina in sostanza se la propria ingnoranza possa diventare trampolino per qualcosa di nuovo, per un'evoluzione verso il meglio o uno scivolo verso un arretramento, un degeneramento o semplicemente uno stallo.
A noi la scelta.