Martedì 4 maggio 2004 - Inet
Ieri pomeriggio i ragazzi del master ed io siamo andati a fare una visita guidata a Inet, un provider internet di Settimo Milanese,
uno dei più apprezzati d'Italia.
Siamo arrivati davanti ad un edificio di 7-8 piani con tanto di centrale elettrica a gasolio esterna,
ogni piano ospita centinaia di server.
E' sbalorditivo, non avrei mai pensato che esistessero strutture del genere, delle webfarm, ambienti climatizzati dove ogni giorno
viaggiano miliardi di informazioni di ogni colore, razza e opinione.
Ho visto davanti ai miei occhi i server che gestiscono i dati di Kataweb, di Repubblica e di RadioDeejay, armadi di server uno attaccato all'altro, in ambienti
chiusi ad accesso biometrico.
L'intero palazzo aveva addirittura un impianto elettrico creato ad hoc con lo scopo sia di alimentare il migliaio di server ospitati sia di mantenere
una temperatura adeguata a tutti gli ambienti.
Dovo aver visto Inet credo di poter dire di aver visto internet.
No web, no html, no portali, ma uno dei cuori del sistema, uno dei gangli che
fa girare tutta la rete, non qualcosa di virtuale, ma qualcosa di fisico, palpabile, elettrico, un apparato asettico e ordinato che mette insieme
cavi, connessioni, sistemi, unità di storage, ma allo stesso tempo scambi commerciali, parole, pensieri, conoscenza, tutto in un palazzo dell'impossibile dove
tecnici appassionati vivono le loro giornate gestendo un quantitativo di informazione inpensabile.
A me sono sembrati monaci, intenti a trascrivere e a curare manoscritti preziosi
in una abbazia medioevale.
P.s: Ci hanno regalato una penna, un block notes, una maglietta XL con il logo inet, un mousepad e un dossier sull'azienda.
3/4 delle penne hanno smesso di funzionare il giorno dopo.